IL PRINCIPE AZZURRO NON E’ DA DEMOLIRE, MA DA RIDISEGNARE - Perché il sogno dell’amore esiste, in Cristo - PRINCE CHARMING IS NOT TO BE DEMOLISHED, BUT REDRAWN



So perfettamente che questa riflessione potrebbe muovere a contrarietà e tensioni – sempre comunque conseguenze di ferite – ma proprio per questo mi sento di scriverne, per rispondere a quelle ferite che io per prima mi porto dentro. E che credo anche molte altre donne abbiano. 

Ripenso spesso ai miei 15 anni, ultimamente. Ai 16, ai 17, ai 18. E non per nostalgia, ma perché mi é ormai chiaro che quella sia l’età cruciale, soprattutto nella vita di una giovane ragazza, in cui si prendono le decisioni più importanti della vita; e di come noi, donne, sorelle, madri, amiche, cristiane, membri di una comunità, non facciamo abbastanza per aiutare e supportare.

Sbagliare a quell’età, vuol dire direzionare la propria intera vita. Le scelte di quell’età condizioneranno le scelte, la personalità, e i pensieri degli anni seguenti; e non solo, credo, che non si faccia abbastanza, ma addirittura che si faccia di tutto, al contrario, per mandare i messaggi sbagliati, quelli che influenzano negativamente, che sviano da una vita propriamente cristiana, e che non permettono di scoprire davvero la propria di identità di persona, e sopratutto di donna.

Parlo della percezione dell’amore, dei rapporti sentimentali, e della propria percezione, come donne, a loro interno.

C’é per tutte le ragazze, un momento in cui si sogna l’amore romantico. Può avvenire a 7 anni, a 10, a 12, a 15, ma avviene per tutte. E’ una delle cose più naturali del mondo: come la pubertà, si sogna di amare e di venire amati in modo profondo e puro.

Voglio chiarire prima di tutto cosa intendo per amore romantico: la parola “romantico” vuol dire letteralmente “romanzesco”, “proprio di un romanzo”. 

Se pensiamo ai romanzi come a delle letture immaginarie, che non hanno niente di aderente alla realtà, costruiti su universi e persone ideali, che non sbagliano mai, che agiscono e amano in modo perfetto, e che alimentano fantasie e illusioni che non si avverranno mai, é chiaro che l’amore romantico e il suo sogno appaiono come una peste dalla quale guarire il prima possibile, prima che si venga inevitabilmente “delusi dalla realtà”.

Ma se pensiamo invece ai romanzi come a delle storie di grandezza umana – costellati anche da grandi errori, da cadute ma grandi risurrezioni, da ostacoli e da difficoltà, ma anche da grande amore e sacrificio – allora sono fermamente convinta del fatto che non solo dovremmo incoraggiare, i ragazzi, a inseguire quel tipo di sogno, ma che dovremmo addirittura approfondirlo, spiegarne tutta la bellezza, e spiegare perché a 15 o 16 anni non ci si dovrebbe fermare alla prima cotta, o alla prima attrazione, ma aspettarlo, quel sogno. Perché verrà, perché é invece estremamente reale, esiste perfettamente nel mondo, e si chiama, per dirlo con un altro nome: amore cristiano, amore umano in Dio.

Quando quel sogno si fa spazio nel cuore di una giovane ragazza, o finanche di una bimba – ognuno lo sente a età diverse – facciamo invece di tutto, come società, per abbatterlo e per ferirlo. E lo sappiamo fin troppo bene, i sogni si possono uccidere. E non c’é un peccato più grande.

Come giovani ragazzi – io a quell’età, e i ragazzi oggi, poco é cambiato secondo me da questo punto di vista – siamo stati e continuiamo a essere bombardati da molteplici imput, che vanno tutti in una direzione precisa: cresci, smetti di illuderti che questo amore esista. Prima lo fai, prima ti concentri su di te, li dove risieda la tua vera forza, e meglio é.

Non abbiamo ancora compiuto 18 anni, e abbiamo già sabotato la cosa più bella che avremo sempre nel nostro cuore: il desiderio di amare e di essere amati, l’unica cosa vera che ci potrà dare la felicità profonda.

Parte degli imput si possono racchiudere in una lista di frasi del genere: 

- “Pensa a te, allo studio. A trovare un lavoro, a essere indipendente, cosi che non dovrai mai dipendere da un uomo…” 

- “Gli amori vanno e vengono, il lavoro resta..”

E parte in frasi di quest’altro genere:

- “Divertiti adesso, non é il momento di pensare alle cose serie, sei piccola ancora..”

- “Divertiti ora che puoi, perché poi finisce il divertimento..”

Tutti questi messaggi non fanno altro, un colpo alla volta, che demolire quell’immagine bellissima e naturalmente divina che Dio ci aveva messo nel cuore: l’amore vero.

Per la stessa ragione, spesso, si perde la verginità in modo poco consapevole. 

Per la stessa ragione, anche da parte di tante ragazze, non ci si vuole impegnare nella  costruzione di un rapporto finalizzato ad un’unione per sempre, soprattutto da giovani.

Si parla tanto di una “urgenza” dell’educazione sessuale nelle scuole. Nel mondo del 2022, dove si parla, si apprende e si specula di sessualità in ogni modo, credete davvero che sia questo il cambiamento culturale disperato di cui abbiamo bisogno? Di spiegare come si usa un profilattico o come si raggiunge il piacere? E’ questo il sogno, la dignità altissima dell’amore umano che siamo così disperati di comunicare?

E’ l’educazione sentimentale, quella che disperatamente cerchiamo. E di un amore che travalica il nostro peccato, di un amore cristiano. 

Finché si é ventenni tutto va – apparentemente - bene. Ma il tempo, prima o poi, un anno alla volta, passa per tutte, e senza rendersene conto, tra cliché e anni spesi a concentrarsi altrove, arrivano i 35 anni, e ci si riscopre sole, e disperatamente in cerca di “accasarsi”.

A forza di “volerci liberare”, secondo noi, da condizionamenti, ci siamo rese schiave di paure, profondissime, fortissime: che l’amore vero non esista per davvero e che sia impossibile, e così perdiamo gli anni più giovani della nostra vita.

Conosco, ahimé, tante amiche sopra i 35 anni che l’amore vero hanno finanche smesso di cercarlo. “Vorrei solo avere una famiglia prima che sia troppo tardi”.. “Non chiedo il principe azzurro, ma solo uno che abbia intenzioni serie..”

Anni ed anni a “divertirsi” - perché via come la peste le relazioni serie - e poi verso i 30 anni la sveglia suona all’improvviso, e tutti a iscriversi alle dating app più disparate per poi lamentarsi della frustrazione più comune: “E’ difficile trovare qualcuno con intenzioni serie..”

E cosa ci aspettavamo? Che un giorno, da un momento all’altro, solo perché biologicamente qualche mese più grandi, scattasse in tutti il desiderio della “serietà”, dopo che l’abbiamo evitata per anni? Finanche parlare di questo in termini di “divertimento” o “serietà” mi disturba, perché ne toglie tutta la bellezza, perché ne minimizza la straordinaria umanità e divinità. 

Non é che esiste il diverimento o la serietà. Esiste chi nel sogno dell’amore puro ci ha creduto e ci crede, e fa di tutto per custodirsi e custodirlo, ed esiste chi quel sogno l’ha ferito, sebbene mai riuscendo ad ucciderlo del tutto, e che continua ad esistere in quel desiderio profondissimo e naturale di assoluto amore.

Anni ed anni a cercare di abbattere la figura del principe azzurro, storie della Disney maltrattate, favole dei Grimm quasi cancellate dalla letteratura per bambine, sforzi culturali sovraumani per inculcare nella mente delle donne che ci bastiamo da sole, per poi avere 35 anni e volere disperatamente essere amate.

Perché il cuore dell’uomo é fatto in un certo modo. E il suo desiderio più grande, é quello di amare e ed essere amato. E per una donna, nello specifico, quello di essere amate da un uomo. Del sentirsi emozionalmente e fisicamente al sicuro nell’amore di qualcuno che é pronto a dare la vita per noi. Sì, come nei migliori romanzi, come nei migliori sogni di amore romantico, e come nelle migliori, ma anche quotidiane storie di amori cristiani, perché questo fa un uomo, per la sua donna: dà la vita per lei.

Oggi ho più di 35 anni, e di storie di amore cosi ne ho conosciute tante. Amici, più adulti, più giovani, ragazzi bellissimi di 27 anni e un amore totale. Non perfetto, ma totale. Io per prima nella mia storia personale, grazie a Dio.

Ma il problema é: nessuno me lo ha detto quando avevo 16 anni.

Quando avevo 16 anni e leggevo di Aragorn e di Arwen, da una parte non mi sentivo degna, di essere amata in quel modo – quello era un mio problema legato alla mia storia personale – ma dall’altra parte facevo realmente difficoltà a credere che gli Aragorn esistessero nel mondo dove vivevo io, perché non ne vedevo gli esempi, e che in generale potesse esistere quel tipo di relazione.

Dove erano le coppie di Young Adults nelle parrocchie che avrebbero dovuto testimoniare? Dov’erano le giovani coppie della comunità che avrebbero dovuto darmi una prospettiva di fede e di amore cristiano della coppia? Di realtà vera, di realtà bella!? Bella non perché perfetta, ma perché costruita da uomini e donne che cercavano di amare, nonostante le loro mancanze e le loro debolezze, nel mondo in cui Cristo ci ama, dando la vita per noi.

In famiglia non trovavo gli esempi che cercavo io, di amore costruiti sulla roccia di Cristo, che non vuol dire che la tempesta non arriverà, e non vuol dire che non ci stordirà, e che magari ci farà cadere, dubitare, sbagliare – ma che andremo avanti con la croce in mano e sul cuore, e proveremo ad amare sempre con più forza, facendo di noi il corpo di Cristo che si lascia mangiare e crocifiggere, se necessario, ma sempre vittorioso nell’amore.

Il problema non é contrapporre la fantasia alla realtà. Il problema é capire che esiste una realtà bella. Il problema non é contrapporre le fantasie da romanzo alla vita di tutti giorni, il problema é capire che la vita può essere quel romanzo epico, se vissuto con grandezza e purezza nel cuore. 

Il problema non é abbattere il principe azzurro, il problema é ridisegnarlo.

Non é colorarlo di nero, ma sapere che oltre l’azzurro ci sarà il grigio, e forse anche il nero, ma poi ancora il rosso, e forse il bianco. E sarà un principe a colori e con mille sfumature, come l’umanità più vera e originale.

Il problema non é salvarsi da sole, ma comprendere che un principe verrà a salvarci, e ci amerà con tutto se stesso, ma sarà un principe con delle debolezze, cosi come é normale che sia per tutti, e che starà a noi salvarlo a nostra volta, amandolo del tutto.

Non é rendersi indipendenti da un uomo perché cosi non mi ferirà mai, il problema, ma comprendere che l’amore vero é dipendenza gli uni dagli altri, in una relazione di dono totale, anche nel dolore.

Non é costruirsi un’armatura intorno, il problema, ma imparare ad essere ferite dall’amore, perché succederà, ma in Cristo quella ferita produce sangue di vita.

Il problema non é sostituirsi all’uomo, come donne, ma esattamente il contrario: riscoprire che siamo donne, perennemente in cerca dell’amore puro di un uomo.

Non é “donne contro uomini”, ma é una relazione di amore, amicizia, rispetto e alleanza, in cui siamo entrambi i protagonisti di un romanzo epico; e niente più dell’amore umano – quello per altri uomini, fragili, peccatori, umani - é epicità.

Ma perché? Qual e’ la radice di questo modo di interpretare la realtà, di questa cultura? Siamo figlie delle nostre madri. E le nostre madri sono figlie delle loro madri. L’educazione ricevuta, gli imput, non sono stati dei migliori. Le nostre nonne non hanno sempre potuto scegliere l’uomo con cui si sposavano, e l’hanno spesso subito come una scelta non libera, come la prigione di un unico ruolo, quello di madre e di moglie, a cui non potevano accostare nessuna alternativa perché a loro non era permesso studiare, un ruolo in cui dover accettare passivamente tutto: tradimenti, violenza, e tanto altro, perché storicamente vittime di una cultura: così va il mondo, meglio che ci facciamo le spalle larghe. 

Tutto questo, però, é il risultato di una cultura, in un determinato periodo storico e in una determinata zona geografica. Non ha niente a che fare con “come funziona il cuore dell’uomo o della donna”. 

Oggi siamo liberissime di scegliere l’uomo con cui trascorrere la nostra vita. Siamo liberissime di seguire una vocazione lavorativa, studiare per questo, e custodirci allo stesso tempo. Viviamo nel momento storico di massima libertà possibile, eppure la usiamo così male, che nonostante tutte queste libertà sfrenate, ci ritroviamo spesso maledettamente sole, perché ancora vittime di una mentalità sbagliata, che non risponde ai bisogni più profondi del cuore umano, ma solo alle sue ferite.

Sarò dura, perché come disse qualcuno a proposito di qualcosa che non ricordo, se vuoi far ritornare in vita un corpo morente gli devi dare degli shock elettrici: quante donne di 35, 40, 45 anni conoscete disperatamente in cerca dell’amore? Magari con vite estremamente di successo, a livello lavorativo, ma frustrate, arrabbiate, infelici, perché alla ricerca quasi disperata del sentirsi amate? Io tante, troppe. Cosi tante che l’equazione libertà uguale felicità dovrebbe scomparire da qualsiasi slogan moderno.

Quanto dovremmo custodire con immensa cura quei desideri puri dei primi baci, di essere sfiorate con immenso amore, di essere guardate con desiderio pieno di rispetto e di attesa?  

Non vi é mai capitato di pensare, quando avete incontrato l’uomo della vostra vita: “Vorrei averti incontrato prima?” E non solo perché avrebbe voluto dire avere più tempo per stare insieme, ma anche perché gli avremmo regalato l’energia dei 20 anni, la gioia e intraprendenza matta di quel sentire, l’eccitazione del primo bacio, o della prima intimità. Perché lo sappiamo tutte che a 18 anni é diverso. E’ magico, é fatto per esserlo, Dio ci ha pensato in questo modo, bellissimo e perfetto.

A 30 anni, invece, a 35, abbiamo strati e strati da doverci togliere di dosso, prima di costruire purezza con un’altra persona. Magari anche già storie decennali prima, matrimoni falliti perfino, ferite profondissime da curare prima.

E non sto parlando di castità. Quello é un altro tema, ovviamente a questo connesso, ma ancora più complesso, per cui non voglio metterlo in campo adesso. 

Parlo proprio di purezza di percezione, quelle percezioni che sono state annientate, ferite o sporcate. 

Diciamo che a 20 anni siamo ancora troppo giovani per impegnarci, ma poi non ci pensiamo troppo giovani per “divertirci” solamente, invece? Pensate davvero che la prima cosa possa farci del male, e la seconda del bene? E in quale modo potrebbero? 

E il problema non é neanche se essere single o meno. Ci sono centinaia di relazioni lunghe non costruite sul sogno dell’amore, ma su convenienza, su comodità, su un tipo di stabilità che nulla a che vedere con quell’amore “romantico”, e cioé: epico, fortissimo, eroico, che sognavamo da bambine.

Il comandamento di Gesù, di non “scandalizzare”, i più piccoli, per me vuol dire anche questo. E cioé: non ferite la purezza del sentire di un adolescente. Un conto é nascere col peccato originale, un altro conto é farne esperienza nella vita. Sono due cose molto diverse, ed esattamente per questo dovremmo orientare le nostre scelte verso quello che ci rende più puri, non meno; che ci insegna ad amare, e non a ferire l’amore; che ci prepara all’amore vero, e non ad una vita mediocre fatta di accontentarsi, che ci educa alla santità, e non che ci allontana da essa.

Pensiamo davvero che Dio ci abbia creato per farci accontentare? E’ questo quello per cui Gesù ha dato la vita? Perché potessimo accontentarci, o perché potessimo scegliere con coraggio, con forza, con fede, la grandezza?

Penso spesso ai miei 16 anni… avrei voluto conoscere storie diverse, allora; guardare negli occhi persone in carne ed ossa che mi potessero parlare in modo diverso, darmi testimonianza. Oggi con i social é più facile, si entra in contatto con tantissime realtà che mostrano stili di vita diversi, scelte diverse; eppure, una parte di mondo, combatte ancora contro queste menzogne culturali che nel 2022 hanno prodotto le generazioni di adulti più terrorizzati, all’idea di amare e farsi amare, che il mondo moderno abbia mai conosciuto.  

Ovviamente, io parlo da donna e porto l’esperienza di una donna. Essere ragazze mature e capaci di custodire il sogno dell’amore, vuol dire al tempo stesso coltivare una generazione di ragazzi che a loro volta non sono vittime delle paure e delle ferite paterne del: “Non ti sposare mai che è una fregatura”, o pensieri di questo tipo. L’amore romantico, l’amore cristiano, esiste per entrambi, ragazze e ragazzi, ma si manifesta in modo diverso. Per curare le generazioni, servono esempi diversi da entrambi i lati. L’amore ha bisogno di due persone, in egual modo, e due persone consapevoli, forti, capaci di fiducia, fede, coraggio. Va detto alle Arwen che esse sono tali, e vanno formati gli Aragorn. Non c’é donna senza uomo, e viceversa.

Abbiamo bisogno di ripensare l’educazione. Le parrocchie hanno bisogno di ripensare l’educazione. Le famiglie, le comunità. Abbiamo bisogno di più testimonianza, di più coraggio nel farsi avanti e proporre nella carne quello che il nostro cuore grida di desiderio dentro. I ragazzi hanno bisogno di essere seguiti, le giovani donne di donne adulte che possano capire e accompagnare, i giovani uomini di uomini adulti che possano mostrare un esempio di uomo alternativo. Non staremo costruendo una generazione nuova, altrimenti.

A chi mi legge oggi e dovesse avere 15 anni, dico: quello che sogni nel cuore esiste. Solo che magari ancora non lo sai, perché non l’hai incontrato. Ma Dio non ci ha creati per vivere soli sulla terra, per ferirci e tradirci senza motivo, per vivere una vita o un amore miserabili. Dio ci ha fatto per cose grandi, e dunque esse esistono e tu puoi sceglierle e puoi aspettarle, arriveranno! Sei chiamata alla grandezza. Se non lo aspetterai, non finirai mai di sognarlo, e resterai delusa e frustrata da qualsiasi esperienza diversa da questa. 

A chi mi legge e di anni ne dovesse avere 35, dico: non ti preoccupare. Dio fa nuove tutte le cose. Siamo cadute in trappola di una cultura, di una mentalità, di un tempo storico, di ferite personali, ma non sei sola. Dio fa nuove tutte le cose e farà nuova anche la tua storia.

A chi mi legge e magari di anni ne ha 45, o 50, ed é ormai completamente disillusa di trovare quell’amore, dico: ricordati che il tempo appartiene a Dio e a Dio solo. Non disperare. Sicuramente tanti anni sono alle spalle, ma ricorda che Dio può fare in 1 mese quello che noi non siamo state capaci di fare in anni. Datti tutta a Cristo, il tuo passato, il tuo cuore, le tue ferite e le tue speranze, e Lui le guarirà e le trasformerà! Perché per Dio c’é SEMPRE tempo.

Non ho sorelle, ma é come se ne avessi. E questa breve riflessione é una lettera a tutte quelle sorelle che non ho avuto.

Io non sono tante, ma sono una. E vi dò la mia testimonianza. Coraggio!





ENGLISH Translation

Disclaimer: My dear English Speaking friends, forgive me if this translation is not the best one - I unfortunately don't have the time to do a great work with it! - but many of you asked me to translate my blog, so I tried to offer you the best I could!


PRINCE CHARMING IS NOT TO BE DEMOLISHED, BUT REDRAWN 



I know perfectly well that this consideration could lead to setbacks and tensions - always the consequences of wounds - but for this very reason I feel like writing about it, to respond to those wounds that I am the first to carry inside. And that I believe many other women have too.

I often think back to when I was 15 years old lately. Or16, 17, 18. And not out of nostalgia, but because it is now clear to me that that is the crucial age, especially in the life of a young girl, in which the most important decisions of life are made; and how we, women, sisters, mothers, friends, Christians, members of a community, do not do enough to help and support.

Making a mistake at that age means directing your entire life. The choices of that age will affect the choices, personality, and thoughts of the following years; and not only, I believe, that not enough is being done, but even that everything is done, on the contrary, to send the wrong messages, those that affect negatively, that lead us astray from a truly Christian life, and that do not allow us to truly discover the deepest identity of a person, especially as women.

I am talking about the perception of love, of sentimental relationships, and of one's own perception, as women, within them.

For all girls, there is a moment in life when you dream of romantic love. It can happen at 7, at 10, at 15 years old, but it happens for all. It is one of the most natural things in the world: like puberty, one dreams of loving and being loved in a deep and pure way.

I want to clarify first of all what I mean by romantic love: the word "romantic" literally means "romance", "just like a novel". 

If we think of novels as imaginary readings, which have nothing adhering to reality, built on ideal universes and people, who never make mistakes, who act and love perfectly, and which feed fantasies and illusions that will never become true, it is clear that romantic love and its dream appear like a plague from which to recover as soon as possible, before one is inevitably "disappointed by reality".

But if we instead think of novels as stories of human greatness - also studded with great mistakes, with falls but great resurrections, with obstacles and difficulties, but also great love and sacrifice - then I am firmly convinced that not only we should encourage teenagers to pursue that kind of dream, but that we should even deepen into it, explain all its beauty, and explain why at 15 or 16 years old we shouldn't stop at the first crush, or the first attraction, to open ourselves to the world of relationships, but wait for it, wait for that dream. Because it will come, because it is extremely real, it exists perfectly in the world, and it is called, to call it with another name: Christian love, human love in God.

When that dream makes its way into the heart of a young girl, or even a child - everyone feels it at different ages - we do instead everything, as a society, to bring it down and to hurt it. And we all know it all too well, dreams can be killed. And there is no greater sin.

As young girls - me at that age, and girls today, little has changed in my opinion from this point of view - we have been and continue to be bombarded with multiple inputs, all of which go in a specific direction: "grow up, stop deluding yourself that this kind of love exists. The sooner you do it, the sooner you focus on yourself, where your true strength resides, the better it is."

We have not turned 18 yet, and we have already sabotaged the most beautiful thing we will always have in our hearts: the desire to love and be loved, the only true thing that can give us deep happiness.

Part of the inputs can be enclosed in a list of sentences like this:

- “Think about yourself, to study. To find a job, to be independent, so that you will never have to depend on a man ... "

- "Love comes and goes, work remains .."

And partially in sentences of this other kind:

- "Have fun now, this is not the time to think about serious things, you are still young .."

- "Have fun now that you can, because then the fun ends .."

All these messages help demolish that beautiful and naturally divine desire that God had placed in our hearts: true love.

For the same reason, virginity is often lost in an unconscious way.

For the same reason, even for many girls, there is no desire to commit to building a relationship aimed to a forever union, especially at a young age.

There is much talking around the "urgency" of sex education in schools. In the world of 2022, where we talk, learn and speculate about sexuality in every way, do you really believe this is the desperate cultural change we need? To explain how a condom is used or how pleasure is achieved? Is this the dream, the lofty dignity of human love that we are so desperate to communicate?

Sentimental education is what we are desperately looking for. And of a love that goes beyond our sin, a Christian love.

As long as we are in our twenties everything is - apparently - fine. But time, sooner or later, one year at a time, passes for everyone, and without realizing it, between clichés and years spent concentrating elsewhere, we turn 35, rediscover ourselves alone, and we desperately try to "settle down" .

By dint of "wanting to free ourselves", in our opinion, from conditioning, we have made ourselves slaves of very deep and strong fears: that true love does not really exist and that it is impossible, and so we lose the youngest years of our life.

I know, alas, many friends over the age of 35 who have even stopped looking for true love. "I would just like to have a family before it's too late" .. "I'm not asking for prince charming, but only for one who has serious intentions .."

Years and years of "having fun" - because serious relationships go away like the plague - and then around the age of 30 the alarm goes off suddenly, and everyone is joining the most disparate dating apps, before complaining about the most common frustration: "It's difficult to find someone with serious intentions .. "

And what did we expect? That one day, from one moment to the next, just because we were biologically a few months older, the desire for "seriousness" would trigger in everyone, after we have avoided it for years? Even talking about this in terms of "fun" or "seriousness" disturbs me, because it takes away all its beauty, because it minimizes its extraordinary humanity and divinity.

It is not fun versus seriousness. There are those who in the dream of pure love have believed and believe in it, and did everything to protect it and guard it, and there are those who have hurt that dream, although never managing to kill it completely, and that continues to exist in that very deep and natural desire of absolute love.

Years and years of trying to tear down the figure of prince charming, changing Disney stories, Grimm's fairy tales almost wiped out of children's literature, superhuman cultural efforts to inculcate in the minds of women that we are enough for ourselves, only to be 35 years old and wanting desperately to be loved.

Because the human's heart is made in a certain way. And its greatest desire is to love and and be loved. And for a woman, especially, to be loved by a man. To feel emotionally and physically safe in the love of someone who is ready to give up his for her. Yes, as in the best novels, as in the best dreams of romantic love, and as in the best, but also daily stories of Christian love, this is what a man does, for his woman: he gives his life for her.

Today I am over 35 years old, and I have known so many love stories like these. Friends, older, younger, beautiful 27 year olds and total love. Not perfect, but total. Me first in my personal history, thank God.

But the problem is: no one told me when I was 16.

When I was 16 and I was reading about Aragorn and Arwen, on one hand I didn't feel worthy, to be loved like that - that was my personal history problem - but on the other hand, I really had a hard time believing that Aragorn existed in the world where I lived, because I didn't see any examples of it, and because, in general, I didn't know that that kind of relationship could exist.

Where were the couples of Young Adults in the parishes who were supposed to give me their testimony? Where were the young couples in the community who should have given me a perspective of Christian faith and love within the couple? Of a true beautiful reality!? Beautiful not because perfect, but because built by men and women who tried to love, despite their shortcomings and their weaknesses, in the same way in which Christ loves us, giving his life for us.

In my family I did not find the examples I was looking for, of love built on the rock of Christ, which does not mean that the storm will not come, and that does not mean that it will not stun us, and that it may make us fall, doubt, make mistakes - but that we will go forward with the cross in hand and on our heart, and we will try to love ever more strongly, making ourselves the body of Christ, ready to be eaten and crucified, if necessary, but always victorious in love.

The problem is not to oppose fantasy to reality. The problem is to understand that there is a beautiful reality. The problem is not to contrast the fictional fantasies with everyday life, the problem is to understand that life can be that epic novel, if lived with greatness and purity in the heart.

The problem is not to overthrow prince charming, the problem is to redesign him.

The problem is not to save yourself, but to understand that a prince will come to save us, and he will love us with all of himself, but he will be a prince with weaknesses, just as it is normal for everyone, and that it will be up to us to save him as well, loving him completely.

It is not about becoming independent from a man because in this way he will never hurt me; but it is  about understanding that true love is dependence on each other, in a relationship of total gift, even in pain.

The problem is not building an armor around oneself, but learning to be wounded by love, because it will happen, but in Christ that wound produces the blood of life.

The problem is not replacing men, as women, but exactly the opposite: rediscovering that we are women, always in search of the pure love of a man.

It is not "women against men", but it is a relationship of love, friendship, respect and alliance, in which we are both the protagonists of an epic novel; and nothing more than human love - love for other men, fragile, sinful, human - is epic.

But why? What is the root of this way of interpreting reality, of this culture? We are daughters of our mothers. And our mothers are their mothers' daughters. The education received, the inputs, were not the best. Our grandmothers have not always been able to choose the man with whom they married, and have often suffered it as an unfree choice, like the prison of a single role, of mother and wife, to which they could not approach any alternative. Because they were not allowed to study, they felt imprisoned in a role in which they felt they had to passively accept everything: betrayal, violence, and much more, because they were historically victims of a culture: "this is the way the world goes, we better keep our backs wide".

All this, however, is the result of a culture, in a specific historical period and in a specific geographical area. It has nothing to do with "how the heart of a man or a woman works".

Today we are free to choose the man with whom to spend our life. We are free to follow a vocation for work, study for it, and protect ourselves at the same time. We live in the historical moment of maximum possible freedom, yet we use it so badly, that despite all these unbridled freedoms, we often find ourselves so alone, because we are still victims of a wrong mentality, which does not respond to the deepest needs of the human heart, but only to the his wounds.

I'll be tough, because as someone said about something I don't remember, if you want to bring a dying body back to life you have to give it electric shocks: how many women of 35, 40, 45 do you know desperately looking for love? Maybe with extremely successful lives, at a professional level, but frustrated, angry, unhappy, because they are almost desperate to feel loved? I know many, too many. So many that the equation of freedom equals happiness should disappear from any modern slogan.

How much should we cherish with immense care those pure desires of the first kisses, to be touched with immense love, to be looked at with a desire full of respect and expectation?

Have you ever thought, when you met the man of your life: "I wish I had met you before?" And not only because it would have meant having more time to be together, but also because we would have given him the energy of our 20's, the joy and crazy resourcefulness of that age, the excitement of the first kiss, or of the first intimacy. Because we all know that living that at18 is different. It is magical, it is made to be that way, God thought of it in this way, beautiful and perfect.

At 30 years old, on the other hand, or even 35, we have layers and layers that we have to take off, before building purity with another person. Maybe even ten-year stories before, failed marriages, very deep wounds to heal first.

And I'm not talking about chastity. That is another issue, obviously connected to this one, but even more complex, so I don't want to dig into that now.

I am speaking precisely of purity of perception, those perceptions that have been annihilated, wounded or soiled.

We say that in our 20's we are still too young to commit to something big, but then we don't think that we are too young to just "have fun" instead? Do you really think that the first desire can harm us, and the second one do any good? And how could they?

And the problem isn't even whether to be single or not. There are hundreds of long relationships not built on the dream of love, but on convenience, on comfort, on a type of stability that has nothing to do with that "romantic" love, that is epic, very strong, heroic, that love we dreamed of as little girls.

The commandment of Jesus, not to "scandalize" the little ones, for me also means this. Which is: do not hurt the purity of an adolescent's feeling. It is one thing to be born with original sin, another thing is to experience it in life. They are two very different things, and exactly for this reason we should orient our choices towards what makes us purer, not less; what teaches us to love, and not to hurt love; to what prepares us for true love, and not for a mediocre life made up of contentment.

Do we really think that God created us to settle up for something not great? Is this what Jesus gave his life for? 

I often think of my 16 years… I would have liked to know different stories then; look into the eyes of people in flesh and blood who could speak to me in a different way, give me a testimony. Today with social media it is easier, we come into contact with many different realities that show different lifestyles, different choices; yet, a part of the world still fights against these cultural lies that in 2022 produced the most terrified generations of adults, at the idea of ​​loving and being loved, than the modern world has ever known.

Obviously, I speak as a woman and I bring the experience of a woman. Being mature girls and capable of guarding the dream of love, means at the same time cultivating a generation of boys who are not victims as well of the fears and wounds of their fathers, like: "Never get married, it is a scam...", or thoughts of this kind. Romantic love, Christian love, exists for both girls and boys, but it manifests itself in a different way. To heal the generations, we need different examples from both sides. Love needs two people, equally, and two people who are aware, strong, capable of trust, faith, courage. The Arwens must be told that they are such, and the Aragorns must be formed. There is no woman without a man, and vice versa.

We need to rethink education. Parishes need to rethink education. Families, communities. We need more witnesses, more courage to step forward and propose in the flesh what our heart cries out with desire within. The young women need adult women who can understand and accompany them, the young men need adult men who can show an example of an alternative man. We will not be building a new generation, otherwise.

To those who read me today and are15 years old, I say: what you dream in your heart does exist. Even if you maybe still don't know. But God did not create us to live alone on earth, to be hurt and betrayed for no reason, to live a miserable life or love. God made us for great things, and therefore they exist and you can choose them and you can wait for them, 'cause they will come! You are called to greatness. If you don't wait for it, you will never stop dreaming about it, and you will always be disappointed and frustrated by any experience other than this.

To those who read me and are 35 years old, I say: don't worry. God makes all things new. We have fallen into the trap of a culture, of a mentality, of a historical time, of personal wounds, but you are not alone. God makes all things new and your history will also be new.

To those who read me and perhaps are 45 or 50 years old, and are now completely disillusioned with finding that love, I say: remember that time belongs to God and to God alone. Don't despair. Surely many years are behind you, but remember that God can do in 1 month what we have not been able to do in years. Give yourself all to Christ, your past, your heart, your wounds and your hopes, and He will heal and transform them! Because there is ALWAYS time for God.

I have no sisters, but this brief reflection is a letter to all those sisters I have not had.

I am not many, but I am one. And I give you my testimony. Courage!

Commenti

  1. Le frasi di input che hai elencato mi hanno fatto rabbrividire. E’ proprio cosi, lo e’ stato anche per me. Trovi l’amore della vita col grande desiderio di amarlo per sempre a 16 anni e invece di accompagnarti nella crescita di dicono “non ti fermare con lui devi fare esperienze”; che grande inganno.

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